Introduzione
Quando si parla di incentivi per la casa, il pensiero corre subito alle detrazioni fiscali. Ma per chi vuole installare una pompa di calore esiste una strada diversa, spesso più conveniente e molto più rapida: il Conto Termico, gestito dal GSE (il Gestore dei Servizi Energetici). Dal 2026 è pienamente operativa la nuova versione 3.0, introdotta con il decreto ministeriale del 7 agosto 2025, con il portale per le domande attivo da marzo 2026.
La differenza fondamentale rispetto a Ecobonus e Bonus Casa è la natura del beneficio: il Conto Termico non è una detrazione da recuperare in dichiarazione dei redditi spalmata su dieci anni, ma un contributo economico erogato direttamente dal GSE, che arriva sul conto in tempi brevi. Per molte famiglie — soprattutto chi ha poca capienza fiscale — questo cambia tutto. In questo articolo vediamo cosa copre il Conto Termico 3.0, le novità della nuova versione e come si confronta con le detrazioni, per capire quando conviene davvero. *(Articolo informativo: i requisiti e le percentuali esatte vanno verificati sul portale GSE e con un tecnico.)*
Come funziona: rimborso diretto, non detrazione
Il meccanismo è il punto di forza. Con il Conto Termico chiedi al GSE un contributo per l'intervento di efficientamento (per esempio la sostituzione del vecchio impianto con una pompa di calore), e il GSE — verificata la pratica — eroga la somma. Per gli importi più contenuti (fino a 15.000 euro) il rimborso avviene di norma in un'unica soluzione, solitamente entro 60-90 giorni dall'accettazione della domanda.
Il contributo può coprire fino al 65% delle spese, a seconda del tipo di intervento, della zona climatica e della potenza dell'impianto. Per i privati, è una delle vie più immediate per abbattere il costo di una pompa di calore senza dover attendere dieci anni di detrazioni e senza il vincolo della capienza IRPEF. Proprio per questo è interessante per chi ha redditi modesti o è incapiente: il beneficio arriva come denaro, non come sconto sulle tasse.
Le novità della versione 3.0
La nuova versione amplia platea e interventi. Tra le novità più rilevanti per chi ristruttura casa:
- Sistemi ibridi: è incentivabile l'installazione di un sistema composto da pompa di calore e caldaia a condensazione che lavorano insieme.
- Pompa di calore "add-on": si può aggiungere una pompa di calore su una caldaia a condensazione già esistente, a patto che non abbia più di 5 anni. In pratica si efficienta l'impianto senza rottamare una caldaia recente e funzionante, integrandola in un sistema ibrido.
- Platea allargata: oltre a privati, imprese e Pubblica Amministrazione, accedono anche enti del terzo settore, ESCo e Comunità Energetiche Rinnovabili.
- Stop ai combustibili fossili per imprese ed enti economici: non sono più incentivati gli interventi che installano apparecchi a gas naturale per questi soggetti.
Il Conto Termico 3.0 copre anche altri interventi di efficientamento, tra cui il solare termico per la produzione di acqua calda — un tema che riprendiamo in un articolo dedicato più avanti questo mese.
Conto Termico o detrazione: quale conviene
Non c'è una risposta unica, ma alcuni criteri aiutano a scegliere. Il Conto Termico conviene quando vuoi il beneficio subito e in contanti, quando hai poca capienza fiscale (così la detrazione ti servirebbe a poco) e quando l'intervento rientra pienamente tra quelli incentivati con percentuali alte. La detrazione (Ecobonus o Bonus Casa) può invece risultare più vantaggiosa quando hai IRPEF capiente, quando l'importo dei lavori è elevato e la percentuale di detrazione recuperabile supera il contributo del Conto Termico, o quando l'intervento è parte di una ristrutturazione più ampia coperta dalla detrazione.
Una regola pratica: per la sola pompa di calore, soprattutto se hai poca capienza fiscale, il Conto Termico è spesso la via più semplice e rapida. Le due strade non si cumulano sullo stesso intervento, quindi va fatta una scelta. Il modo migliore è chiedere all'installatore una simulazione di entrambe e confrontarle con il commercialista: i numeri parlano chiaro caso per caso.
Conclusione
Il Conto Termico 3.0 è la novità più interessante del 2026 per chi pensa a una pompa di calore, e merita di essere conosciuto perché ragiona in modo opposto alle detrazioni: ti restituisce una parte consistente della spesa — fino al 65% — come denaro erogato dal GSE in pochi mesi, senza attendere dieci anni e senza dipendere dalla capienza fiscale. Le novità della versione 3.0, dai sistemi ibridi alla pompa "add-on" su caldaia recente, allargano le possibilità per chi vuole efficientare senza buttare via un impianto ancora valido. Prima di decidere tra Conto Termico e detrazione, fatti fare due conti dall'installatore: spesso, per la sola pompa di calore, questa è la strada che rende di più e prima.
⚠️ Quando chiamare un professionista
Detrazioni e agevolazioni camminano sui documenti: bonifici parlanti, comunicazioni, requisiti dell'impresa. Un professionista in regola non è solo qualità del lavoro — è la garanzia che l'agevolazione non salti per un vizio di forma.
Prima di partire, confronta professionisti e imprese verificate o richiedi un preventivo: un'ora di consulenza vale più di una detrazione persa.



