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Lunedì 12 ottobre 2026
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Bonus casa 2027: cosa cambia dal prossimo anno (50→36%) e cosa fare ora

Dal 2027 la detrazione per la ristrutturazione cambia: sulla prima casa scende dal 50% al 36%, sulle seconde dal 36% al 30%. Una proroga delle aliquote più alte è possibile in manovra, ma non è scontata. Ecco lo scenario e cosa conviene valutare se hai lavori in programma a cavallo d'anno.

Scrivania con calendario aperto sul 2027, preventivi di ristrutturazione e calcolatrice, con percentuali 50% e 36% evidenziate

Introduzione

Chi sta pianificando lavori di ristrutturazione tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027 si trova davanti a una domanda concreta: conviene chiudere quest'anno o si può aspettare? La risposta dipende da come cambiano le aliquote della detrazione "bonus casa", quella sui lavori di recupero edilizio che da anni accompagna le ristrutturazioni degli italiani. Allo stato attuale delle regole, dal 2027 la convenienza si riduce, e capire di quanto è il primo passo per decidere con la testa e non sull'onda dell'ansia da scadenza.

In questo articolo mettiamo in fila lo scenario così com'è oggi: come cambiano le percentuali sulla prima e sulla seconda casa, perché una proroga delle aliquote potenziate è possibile ma legata a una verifica europea sui conti pubblici, cosa potrebbe avere senso anticipare al 2026 e qual è il tetto di spesa su cui si calcola il beneficio. È un taglio pensato per chi pianifica con anticipo — proprietari attenti e professionisti del settore — senza promesse e senza allarmismi, perché in materia fiscale le decisioni affrettate costano più di quelle ponderate.

Cosa cambia dal 2027: le nuove aliquote

Il meccanismo del bonus casa è semplice nel principio: una parte della spesa per i lavori di recupero edilizio torna sotto forma di detrazione IRPEF, spalmata su più anni. Quel che cambia nel tempo è la percentuale. Secondo l'impianto oggi in vigore, dal 2027 le aliquote scendono rispetto al 2026. Sulla prima casa — l'abitazione principale — la detrazione passa dal 50% al 36%. Sulle seconde case, cioè gli immobili che non sono abitazione principale, si scende dal 36% al 30%.

In termini pratici significa che, a parità di spesa, dal 2027 ti torna indietro meno. Su un intervento da decine di migliaia di euro la differenza tra il 50% e il 36% sulla prima casa non è marginale: è la metà contro poco più di un terzo della spesa. Per questo chi ha lavori già definiti e pronti a partire si chiede se non convenga muoversi entro il 2026, mentre le aliquote sono ancora quelle più alte. È un ragionamento sensato, ma va fatto sui numeri reali del proprio cantiere, non in astratto, e tenendo conto del punto che vediamo subito dopo: una proroga non è esclusa.

La possibile proroga e il vincolo Eurostat

Ogni anno la Legge di Bilancio può ritoccare le aliquote, e anche per il 2027 una proroga delle percentuali potenziate è sul tavolo. Tradotto: è possibile che la manovra decida di mantenere ancora per un anno le aliquote più alte, rinviando la discesa. Non è però una cosa che si possa dare per certa oggi, e qui sta il punto delicato. La possibilità di confermare incentivi più generosi è legata anche allo stato dei conti pubblici e, in particolare, all'esito della verifica europea — la valutazione di Eurostat sui conti del 2025 — che incide sui margini di spesa a disposizione del Governo.

Cosa significa per te, in concreto? Che al momento in cui leggi non esiste una certezza definitiva sulle aliquote del 2027: c'è uno scenario "base" già scritto (la discesa al 36% e al 30%) e una possibilità di proroga ancora da confermare. Pianificare guardando solo alla speranza della proroga è rischioso; pianificare ignorando del tutto che possa arrivare è altrettanto poco saggio. La cosa giusta è seguire l'iter della Legge di Bilancio nelle settimane in cui viene scritta e prendere la decisione finale quando il quadro è più chiaro, idealmente con il supporto di chi ti segue dal punto di vista fiscale.

Cosa conviene valutare entro il 2026 e il tetto di spesa

Se hai un intervento già progettato, con preventivi pronti e impresa disponibile, anticipare al 2026 la partenza o il pagamento di una parte dei lavori può avere senso per agganciare le aliquote più alte, fermo restando che la detrazione segue regole precise su quando la spesa si considera sostenuta. È il classico caso in cui conviene parlarne per tempo con il commercialista: pochi giorni di differenza nella data di pagamento possono cambiare l'anno di riferimento e quindi la percentuale applicabile. Diverso è il caso di chi è ancora alla fase delle idee: forzare l'inizio dei lavori solo per "prendere il bonus più alto", senza progetto e senza preventivi solidi, è spesso un errore che porta a scelte affrettate e costose.

In tutto questo resta un parametro che non cambia la sostanza del ragionamento ma va sempre tenuto presente: il tetto di spesa su cui si calcola la detrazione per le ristrutturazioni è di 96.000 euro per unità immobiliare. Significa che il beneficio si calcola al massimo su quella cifra, qualunque sia l'aliquota in vigore. Conoscere il tetto serve a dimensionare correttamente l'intervento e a non illudersi che spese molto superiori vengano agevolate per intero. Anche su questo punto vale la regola d'oro della materia fiscale: prima di firmare, fai due conti precisi con un professionista sulla tua situazione concreta.

Cosa ti serve

  • Preventivi dettagliati dei lavori (con voci e importi chiari)
  • Dati catastali e visura dell'immobile (per distinguere prima e seconda casa)
  • Un quadro aggiornato dell'iter della Legge di Bilancio per il 2027
  • Il calendario dei pagamenti previsti (per individuare l'anno di competenza)
  • Il supporto di un commercialista o di un CAF per la verifica fiscale

Conclusione

Il passaggio al 2027 cambia la convenienza dei lavori: sulla prima casa si scende dal 50% al 36%, sulle seconde dal 36% al 30%, salvo una proroga delle aliquote più alte che è possibile in Legge di Bilancio ma resta legata alla verifica europea sui conti. Se hai un intervento pronto, valutare con il tuo commercialista l'opportunità di muoverti entro il 2026 è ragionevole; se sei ancora alle idee, meglio progettare bene e seguire l'evoluzione della manovra prima di decidere. Tieni sempre presente il tetto di 96.000 euro su cui si calcola la detrazione. In fiscalità la fretta è cattiva consigliera: la scelta giusta nasce dai numeri del tuo cantiere e da una verifica fatta per tempo, non dalla corsa all'ultimo minuto.

Sicurezza / Avvertenze

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato. Le aliquote, le condizioni e i tetti delle detrazioni edilizie sono definiti dalla normativa e dalla Legge di Bilancio, che possono cambiare anche in corso d'anno; quanto descritto fotografa uno scenario in evoluzione e va verificato al momento della decisione. Prima di anticipare lavori o pagamenti per ragioni fiscali, valuta la tua situazione specifica con un commercialista, un CAF o il tecnico che segue l'intervento.

⚠️ Quando chiamare un professionista

Detrazioni e agevolazioni camminano sui documenti: bonifici parlanti, comunicazioni, requisiti dell'impresa. Un professionista in regola non è solo qualità del lavoro — è la garanzia che l'agevolazione non salti per un vizio di forma.

Prima di partire, confronta professionisti e imprese verificate o richiedi un preventivo: un'ora di consulenza vale più di una detrazione persa.

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